giunta in città a presenziare la cerimonia di inaugurazione della nuova Area di Emergenza del Giovanni Paolo II, non si placa la rabbia e la delusione dell'associazione “Orazio Capurro – Amore per la vita Onlus” che ha provato a chiedere spiegazioni, proprio all'assessora, riguardo l'impossibilità di donare apparecchiature all' Asp di Agrigento.
"La Pubblica Amministrazione non è tenuta ad accettare le donazioni. Non accettarle non è reato".
Queste le parole che l'assessora avrebbe pronunciato in risposta alle richieste di chiarimento di Alessandro Capurro, come lui stesso riporta oggi in un comunicato stampa. Parole non facili da digerire e che oggi l'associazione rende note proprio per manifestare il proprio disappunto.
Come si ricorderà, infatti, in passato, la onlus ha donato svariate apparecchiature all'Asp di Agrigento, il più delle volte richieste direttamente dagli operatori sanitari. È soltanto dagli ultimi due anni che l'associazione non riesce più, materialmente, a effettuare le donazioni poiché non riceve, dalla direzione, alcuna risposta.
In particolare, riferisce ancora una volta Capurro, non si riesce a donare tre importanti strumentazioni, destinate due al Pronto Soccorso ed una al Poliambulatorio di Sciacca.
“Le abbiamo anche riferito – scrive il presidente dell'associazione - che questi tre macchinari erano stati richiesti precedentemente dai direttori delle strutture sanitarie di riferimento all' ASP e non avendo negli anni quest'ultima provveduto, si sono rivolti a noi, trovando in noi piena disponibilità”.
L'Assessora Regionale purtroppo – continua Alessandro Capurro - in modo del tutto incomprensibile ed alzando perfino il tono della voce, ha risposto che la Pubblica Amministrazione non è tenuta ad accettare le donazioni.
“Siamo rimasti delusi e perfino disgustati da questa risposta. Rivolgersi in questo modo ad un' Organizzazione di Volontariato che negli anni ha aiutato tantissimo e concretamente l'Ospedale ed il Poliambulatorio di Sciacca a beneficio dei pazienti, facendo cose che l'ASP non ha potuto o voluto fare, ci è sembrata una caduta di stile e di sensibilità, che offende e ferisce non solo la nostra Associazione ma un'intera comunità ed in particolare tutti coloro che non hanno le risorse e le possibilità per rivolgersi alla sanità privata. Probabilmente l'Assessore Regionale Faraoni non ha gradito che la nostra Associazione - conclude Capurro - era presente non solamente per applaudire ma anche, approfittando della sua presenza, per esporre problematiche nella speranza di risolverle”.
In tutti i casi, ad andarci di mezzo, come detto, è sempre l'utenza. Che sia l'Asp o una associazione a provvedere ad acquistare quei macchinari che mancano e che potrebbero migliorare ed ampliare le prestazioni sanitarie, al cittadino poco importa. Però dispiace, e non solo a chi vorrebbe provvedere e non può, possibilmente per una questione di intestazioni di merito, che tutto rimanga tale e quale.
La speranza è che, in qualche modo, si arrivi ad una soluzione e che al più presto i macchinari mancanti possano essere messi a disposizione del cittadino.