Stampa questa pagina
14
Gennaio

Crisi olivicoltura. La denuncia di UPO Sicilia

Scritto da 
Pubblicato in Attualità

 

Un calo record della produzione dovuto al susseguirsi di eventi atmosferici estremi.

Un settore alle prese con le contraffazioni  e la prepotenza di alcune multinazionali che fingono di mantenere una parvenza di italianità, con l’invasione di olio tunisino a dazio zero  e con i cambiamenti climatici che provocano eventi sempre più dannosi. E’ questo lo scenario nel quale si ritrovano i produttori olivicoli e che viene oggi denunciato dal rappresentante legale di Upo Sicilia Paolo Mandracchia. La politica, dichiara, non si rende  conto che l’olio non solo è un prodotto simbolo del made in Italy e un tesoro di biodiversità, ma anche un settore strategico per il presidio del territorio e per l’occupazione, con oltre 400 mila aziende agricole specializzate.

L’Unione Produttori Olivicoli  denuncia, in particolare, la mancanza di attenzione da parte del governo nazionale che nella Legge di Stabilità non ha previsto adeguate risorse nel Fondo di Solidarietà per sostenere l’olivicoltura italiana nonostante siano stati espressamente richiesti interventi a sostegno del comparto attraverso nuovo piano olivicolo,già nel marzo dello scorso anno. La scorsa settimana il  Consorzio olivicolo italiano, ha partecipato alla manifestazione  presso il Ministero delle Politiche Agricole  per protestare contro la manovra varata dal governo e successivamente una delegazione è stata ricevuta dal ministro  Gian Marco Centinaio.    In quell’occasione è stata presentata una piattaforma “Salva-olio” contenente una serie di proposte per il rilancio del settore che il ministro ha dichiarato di condividere e voler portare avanti. Per ottenere risultati rapidi, dichiara il saccense Paolo Mandracchia responsabile regionale dell’Unione Produttori Olivicoli,  è necessario che ci siano anche prese di posizione decise a Bruxelles e la fattiva collaborazione delle Regioni.

I nostri olivicoltori, conclude Paolo Mandracchia,  non possono subire permanentemente l’ assedio della concorrenza sleale che mette a rischio la sussistenza delle imprese agricole. Il governo, conclude, dovrebbe riflettere  su come  si possa commercializzare una quantità così ingente di olio Italiano se nella campagna olearia appena conclusa si è registrato un forte calo di produzione che non risulta sufficiente a garantire il consumo italiano.

 

 

Letto 649 volte Ultima modifica il Lunedì, 14 Gennaio 2019 14:43

Video