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01
Giugno

Nervi a fior di pelle per l'ultima seduta del Consiglio Comunale di Sciacca

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Pubblicato in Attualità

Clima da campagna elettorale e nervi a fior di pelle ieri pomeriggio all'interno dell'aula consiliare Falcone Borsellino per l'ultima seduta della consiliatura.

A scatenare lo scontro è stata la proposta dell'Amministrazione per l'approvazione della dichiarazione di pubblica utilità di un immobile privato, situato in contrada Santa Maria. Immobile individuato da una società elettrica per ubicarvi la propria sede. Un punto urgente ma non improrogabile, secondo gli stessi uffici. L'insussistenza della non prorogabilità avrebbe potuto far slittare la trattazione alla prossima consiliatura, così come chiedeva l'Opposizione. L'Amministrazione però ha voluto lo stesso andare avanti, e l'assessore Bivona si è opposto al ritiro del punto.  Decisione, quella dell'esponente della giunta, che ha indotto la minoranza ad abbandonare l'aula per protesta, decisione poi condivisa anche da Mario Turturici. Opposizione che oggi è tornata sull'argomento, con una nota in cui i partiti del centrosinistra accusano la maggioranza di aver voluto chiudere la consiliatura come peggio non si poteva. "Restiamo sbigottiti - dicono i componenti della minoranza - dall’ultima, l’ennesima, manifestazione di arroganza e prepotenza di un’amministrazione e di una maggioranza che evidentemente continuano a ritenere di poter operare al di sopra di ogni regola". I consiglieri di opposizione rivendicano di aver voluto prendere parte ai lavori dell’ultima seduta del consiglio comunale animati da grande senso di responsabilità, consentendo la trattazione di punti che, se non approvati, avrebbero arrecato un grave pregiudizio alle prospettive dell’ente. Chiaro il riferimento ai debiti fuori bilancio. "Sapevamo bene che nel pieno della competizione elettorale - affermano nella nota - la legge consentisse esclusivamente la trattazione di punti connotati dai crismi del urgenza ed indifferibilità ed in ossequio alla legge abbiamo inteso trattare unicamente i punti che, in piena coscienza, abbiamo ritenuto ammanniti da entrambi i criteri. La maggioranza invece , come al solito, quando ha potuto, ha fatto prevalere la logica dei numeri alla ragionevolezza, imponendo, nonostante le manifestate perplessità delle forze di opposizione, in questo supportate dell’esigenza delle carte, la discussione e la trattazione di un punto che, essendo ammannito solo dell’urgenza, ma non da quello dell’ indifferibilità, avrebbe potuto tranquillamente essere affrontato dal prossimo consiglio comunale". Centro destra accusato di volere andare avanti a spron battuto contro tutto e tutti, perfino contro i contenuti di una circolare del ministero dell'Interno. "Abbiamo abbandonato l'aula - osservano gli esponenti della minoranza, parlando di senso dell'equilibrio e rispetto istituzionale ridotti a brandelli - per non essere complici di una simile forzatura". 

L'assessore Ignazio Bivona che ha invece, richiesto l'inserimento del punto, dal suo canto, risponde che il punto possedeva sia i caratteri dell'urgenza che dell'improrogabilità, in particolare anche quest'ultimo perché avrebbe provocato un danno indiretto all'ente.  La seduta era iniziata alle sedici e nella prima ora si era proceduto con l'approvazione dell'altro punto all'ordine del giorno, due milioni e mezzo di debiti fuori bilancio. 

Letto 1634 volte Ultima modifica il Giovedì, 01 Giugno 2017 18:13

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