che vogliono contribuire a migliorare le condizioni dei lavoratori e dei cittadini. L’evento, che si terrà il 3 marzo prossimo alle ore 09.30, presso l’aula Pellegrino del Libero Consorzio Comunale di Agrigento registrerà la presenza di Alfio Mannino, segretario generale della CGIL Sicilia, ed è organizzato per lanciare la campagna referendaria sui temi del lavoro. Questa manifestazione fa parte della mobilitazione più ampia che la CGIL, sta promuovendo a favore dei referendum su questioni cruciali quali i diritti dei lavoratori e quello alla cittadinanza, con un forte focus sulla Sicilia e le sue problematiche locali. “Questo incontro - dichiara il segretario generale agrigentino Alfonso Buscemi – rappresenta un'importante occasione per discutere delle iniziative in corso e sensibilizzare i partecipanti sul valore dei referendum proposti. In vista dell'incontro del 3 marzo, i cinque referendum su cui sono state raccolte ben 5 milioni di firme saranno presentati nel corso di apposite assemblee. La campagna referendaria mira a sensibilizzare la cittadinanza sulla tutela dei diritti dei lavoratori e la promozione di politiche inclusive per tutti i cittadini. La raccolta di firme, dice Buscemi, è stata un passo importante per portare queste tematiche al centro del dibattito pubblico. L’incontro del 3 marzo rappresenterà un momento di riflessione per illustrare nel dettaglio le proposte e gli obiettivi della campagna referendaria e permettere, così, alla popolazione di prendere decisioni dirette su questioni che influenzano il loro futuro e i diritti fondamentali. Il primo quesito referendario riguarda la “tutela del lavoro”, con l’obiettivo di abrogare le norme che impediscono il reintegro al lavoro in caso di licenziamenti illegittimi, il particolare quelle del Jobs Act che consentono alle imprese con più di 15 dipendenti di non reintegrare il lavoratore nel caso in cui sia stato assunto dopo il 2015. Il secondo quesito referendario riguarda il “lavoro dignitoso”, con l’abrogazione delle norme che facilitano i licenziamenti illegittimi nelle piccole imprese. Si vuole cancellare il tetto massimo di indennizzo, attualmente previsto in sei mensilità, in caso di licenziamento dei lavoratori nelle piccole aziende, affinché sia il giudice a determinare il risarcimento senza alcun limite. Il terzo referendum riguarda il “lavoro stabile” con l’abrogazione delle norme che hanno liberalizzato l’utilizzo dei contratti a termine, limitandoli a specifiche e temporanee situazioni. Il quarto quesito referendario riguarda il “lavoro sicuro” con l’abrogazione delle norme che impediscono, in caso di infortunio sul lavoro negli appalti, di estendere la responsabilità all’impresa appaltante.
Il quinto referendum, infine, riguarda l’integrazione ed ha come obiettivo quello di ridurre da 10 a 5 gli anni di residenza legale in Italia richiesti per poter ottenere la cittadinanza ed estenderla ai figli.