Il giovane magistrato, ucciso dalla mafia per il suo incrollabile senso di giustizia, riposerà ora nella chiesa Santa Chiara, dove la comunità potrà continuare a onorarne il sacrificio. Un trasferimento che non è solo un atto simbolico, ma un monito: il suo esempio resta vivo, più che mai attuale." Dopo una cerimonia privata al cimitero, il feretro è stato accolto davanti al municipio da centinaia di fedeli, rappresentanti delle istituzioni e delle forze dell’ordine. Il percorso della traslazione ha toccato luoghi simbolici della vita di Livatino, con una sosta davanti alla casa natale, prima di giungere nella chiesa che ora custodirà le sue spoglie. Ad accompagnare il feretro, tra commozione e raccoglimento, anche il vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Fabio Pinelli, diversi magistrati della Corte d’Appello di Caltanissetta, il procuratore generale Lia Sava e il procuratore capo di Agrigento Giovanni Di Leo. La figura del Beato Livatino continua ad essere un faro di legalità e fede. Papa Francesco lo ha definito "martire della giustizia e indirettamente della fede", sottolineando come il suo lavoro fosse animato da un profondo senso etico e spirituale. Il suo esempio, oggi più che mai, resta un modello per le nuove generazioni e per chi crede in una società libera dal giogo mafioso.