Quattro mesi dopo essere stata eletta al termine di un periodo di vacatio determinato dalla difficoltà di individuare un nuovo vertice dopo la fine del precedente mandato di Alfonso Provvidenza, Sabrina Lattuca è stata dichiarata decaduta. La mozione di sfiducia approvata nei suoi confronti dal consiglio comunale di Realmonte, la priva della possibilità di mantenere la carica elettiva di presidente di Aica, affidata per statuto ad uno dei sindaci soci della stessa società consortile. L'assemblea dovrà adesso essere convocata per eleggere un nuovo presidente, con tutte le difficoltà del caso visto che nella precedente elezione non c'erano praticamente state disponibilità ad assumere questo ruolo. L'avvocato Lattuta aveva cominciato un percorso che veniva apprezzato dalla Consulta degli utenti di Aica, ovvero le associazioni che sono state costante voce critica nella gestione della società pubblica, costituita per migliorare il servizio idrico in provincia e ridurre le tariffe, obiettivi miseramente falliti. “L'ormai ex presidente di Aica – dichiara Alvise Gangarossa della Consulta – aveva cominciato un percorso in netta discontinuità con il suo predecessore, coinvolgendoci nelle assemblee e nelle discussioni riguardanti Aica e il servizio idrico integrato, speriamo che il prossimo presidente non interrompa questo dialogo perchè oggi più che mai c'è bisogno del contributo e delle competenze di chi ha a cuore il gestore pubblico”. Uno dei nodi dell'intricato “viaggio” percorso fin qui da Aica è stata la difficoltà dei sindaci soci a definire le loro singole responsabilità e compiti. L'assemblea degli enti consorziati, ovvero i Comuni, ha il compito di definire gli indirizzi di gestione che devono essere tradotti in strategie dal consiglio di amministrazione: ma questo compito raramente è stato recepito dai primi cittadini. Non si spiegano altrimenti le continue proteste pubbliche che loro stessi (soci di Aica) continuano a rivolgere all'indirizzo del Cda, in assenza di indirizzi precisi in seno all'assemblea. “Aica – aggiunge Gangarossa - senza il supporto dei Comuni e di Ati è destinata ad un rovinoso fallimento, prima le due assemblee dei sindaci si assumeranno queste responsabilità e prima l'azienda sarà avviata verso un percorso di risanamento con grandi benefici per il servizio e in bolletta”. Non risultano ad oggi disponibilità ad assumere la carica di nuovo presidente. Ci sono gli equilibri politici da rispettare, che con la militanza DC di Lattuca rimarrebbero immutati con l'elezione ad esempio del sindaco di Raffadali Silvio Cuffaro. Quest'ultimo dice di essere disponibile, a meno che non emergano situazioni di incompatibilità con il ruolo di dirigente regionale. Ma sorgerebbero pesanti conflitti con il Cda. Cuffaro è sempre stato critico, nei giorni scorsi ha detto pubblicamente che “l'attuale gestione non è più tollerabile, così non possiamo più andare avanti, non escludo l'azzeramento dell'attuale consiglio di amministrazione che ha deluso le aspettative”.