Ad oggi sono infatti ben 59.700 i siciliani che chiedono di poter beneficiare del contributo di solidarietà ed il termine ultimo per presentare istanza non è ancora scaduto. C’è infatti tempo fino al 15 aprile. Il problema è che la Regione non era pronta a ricevere così tante richieste. Il budget messo a disposizione è, infatti, pari a 30 milioni di euro, mentre per soddisfare tutte le richieste ne servirebbe almeno il quintuplo. L’istituto di credito regionale che sta gestendo le domande e che stilerà la graduatoria dei beneficiari ha calcolato che per soddisfare tutte le richieste pervenute servirebbero, infatti, almeno 156 milioni.
Come si procederà, dunque? Intanto con i dovuti controlli. L’ Irfis ha già avviato una verifica approfondita delle domande pervenute, incrociando i codici fiscali dei richiedenti per intercettare quei casi in cui i componenti della stessa famiglia hanno avviato più domande per ottenere lo stesso contributo. Nel momento in cui ciò fosse verificato, l’intero nucleo familiare perderà la possibilità di ricevere l’aiuto economico. Non solo la verifica del codice fiscale. Si sta controllando la correttezza di tutto quel che è stato dichiarato per poter accedere al sussidio, a partire dal reddito ISEE. La previsione dell’Irfis ( ma è ancora tutto da accertare ) è che un buon 10 o 20% delle domande pervenute possa essere dichiarato irricevibile. Non sarebbe, di certo una novità. Gli operatori parlano per esperienza. Non mancano i furbetti che dichiarano redditi più bassi per poter rivere un aiuto che non gli spetta, a discapito di chi ne ha davvero bisogno.
È ancora tutto da vedere, ma intanto il presidente della Regione mette le mani avanti e, come si legge nel Giornale di Sicilia di oggi, dichiara che non ci sarà un aumento dei fondi a disposizione né un bando bis: “Avevamo detto fin dall’inizio che questa sarebbe stata una misura una tantum, proprio perché non volevamo venisse confusa con un reddito di cittadinanza. Invece – ha concluso Schifani – continueremo a finanziare misure che hanno l’obiettivo generale di spingere i consumi”. Il riferimento è al bando che proprio ieri la giunta ha approvato per finanziare il cosiddetto “credito al consumo”, destinato cioè ad abbattere la spesa degli acquisti. Si parla, ancora una volta della disponibilità economica di 30 milioni di euro, soldi che serviranno a coprire parte delle spese di auto, dispositivi tecnologici, elettrodomestici e mobili. Ma ancora il provvedimento deve essere inviato alla commissione bilancio dell’Ars per la sua approvazione o meno.
Sta di fatto che queste operazioni finanziarie e, soprattutto, le tantissime domande inoltrate per potere ricevere un aiuto economico, rappresentano un quadro a dir poco drammatico della società. La povertà è dilagante e c’è poco da esultare, così come ha fatto il presidente Schifani nei giorni scorsi nell’annunciare i10 mila accessi in poche ore alla piattaforma digitale predisposta senza che questa fosse andata in tilt. Se, infatti, da un lato è un dato positivo il fatto che la Regione si stia attivando per dare un sostegno concreto a chi si trova in difficoltà, dall’altro è disarmante vedere quanti siano i siciliani che tendono la mano per un piccolo aiuto economico.