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27
Marzo

Agrigento Capitale della Cultura, ancora polemiche

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Pubblicato in Attualità

Agrigento, più che Capitale della Cultura, sta diventando capitale delle polemiche.

Le ultime sono scaturite dalle dimissioni del direttore Roberto Albergoni. Ieri il presidente della Regione Renato Schifani ha sentito il dovere di intervenire a supporto, ancora una volta, di un progetto che, seppur vacillante, deve essere portato avanti e lo ha fatto manifestando la propria vicinanza al presidente della Fondazione Agrigento Capitale della Cultura 2025, l'ex prefetto Maria Teresa Cucinotta. “Sin dal suo insediamento – ha sottolineato Schifani - ha lavorato con determinazione per rimettere in carreggiata una struttura che, fino a oggi, ha accumulato ritardi nell'attuazione del programma. Sono certo - ha aggiunto il governatore - che il presidente Cucinotta proseguirà con impegno nel percorso già avviato, mettendo ordine nel disordine trovato e garantendo l'efficace realizzazione degli obiettivi prefissati. Avanti con determinazione e concretezza - ha concluso il presidente della Regione - per dare ad Agrigento il ruolo che merita sulla scena culturale nazionale e internazionale”. Dichiarazioni che non sono andate giù ai tanti che vorrebbero una presa di posizione diversa da parte della Regione. Il deputato all'ARS per il Movimento 5 Stelle, Angelo Cambiano, ad esempio, dichiara che: "Non si può continuare a minimizzare. Agrigento meritava una pianificazione seria e professionale, invece si ritrova con una Fondazione indebolita e incapace di rispettare gli impegni presi. Chiediamo risposte immediate e un cambio di rotta - conclude Cambiano- La Regione intervenga per salvare il salvabile e garantire che il 2025 non si trasformi in un'irripetibile occasione persa". A chiedere a Renato Schifani di assumersi le proprie responsabilità è anche il componente della Direzione Regionale del Partito Democratico Siciliano Carmelo Greco che chiede, inoltre, le dimissioni del sindaco Miccichè e l'intervento del Ministero. Dello stesso parere, la deputata agrigentina, sempre del PD, Giovanna Iacono. “Oggi rimangono le macerie di un progetto ambizioso fatto a pezzi per liti e beghe di potere – dichiara Iacono. Vorremmo sentire rivolgere le scuse alla città, ancora una volta usata, spremuta e poi gettata via. Le scuse che pretendiamo oggi – conclude da deputata - da chi gestisce il governo della città e dal presidente Schifani”.

Letto 120 volte Ultima modifica il Giovedì, 27 Marzo 2025 12:56

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