Salute, ha avviato il procedimento di decadenza del direttore generale dell’Azienda sanitaria provinciale di Trapani, Ferdinando Croce, disponendone nel contempo l’immediata sospensione dalle funzioni per 60 giorni. La decisione è stata presa ieri a seguito dell’indagine ispettiva che avrebbe evidenziato gravi disservizi legati ai ritardi nell’erogazione delle prestazioni di anatomia patologica, suscitando grande clamore mediatico e un crescente allarme sociale, oltre a mettere a repentaglio la salute dei cittadini interessati. Attività ispettiva che è stata condotta dal dipartimento per le Attività sanitarie e osservatorio epidemiologico dell'assessorato, che ha prodotto una relazione individuando responsabilità a carico del vertice dell'Asp. Sulla base di tale documentazione, il presidente della Regione Renato Schifani, su proposta dell’assessora Daniela Faraoni, ha formalmente comunicato al direttore Croce l’avvio del procedimento di decadenza e la risoluzione del relativo rapporto di lavoro per gravi responsabilità gestionali. Nelle more della conclusione del procedimento, l’assessorato ha disposto la sospensione del direttore generale per due mesi, ma la vicenda può dirsi tutt’altro che conclusa.
Croce, pur non commentando al momento la decisione del presidente della Regione di avviare nei suoi confronti il procedimento di decadenza dalla carica di direttore generale dell’Asp di Trapani, si è riservato di valutazione ogni azione utile alla tutela della sua immagine e del suo lavoro. Non ci sta ad essere il capro espiatorio di tutto il sistema ed ha già fatto riferimento alle misure adottate sin dal luglio dello scorso anno quando ha preso contezza delle criticità di refertazione. Aggiunge di avere anche tempestivamente avvisato l’assessorato regionale della salute, ricevendo silenzi e nessun aiuto fino a quando la vicenda non ha assunto rilevanza mediatica. Un ricorso appare scontato, ma intanto Croce prima di lasciare la direzione dell’Asp di Trapani ha firmato una serie di incarichi e nominato nuovi primari.
Infuria, intanto, anche la polemica politica. Per il deputato del Pd Dario Safina, la sospensione del direttore generale dell’ASP di Trapani è un atto dovuto ma del tutto insufficiente. Servono, aggiunge, soluzioni concrete: più posti letto, più medici, più personale sanitario, strutture più efficienti e un vero piano per ridurre le liste d’attesa. Per la deputata agrigentina del Movimento 5 Stelle Ida Carmina il “Caso Trapani” portato all’attenzione del Parlamento Nazionale è solo la punta dell’iceberg di un malgoverno della sanità siciliana che sta compromettendo la salute pubblica e che è stato basato sulle logiche della spartizione politica nelle nomine dei manager.