un reparto dotato di una quantità accettabile di risorse umane, a settembre del 2024 fu espletato dall'Asp un concorso pubblico per l'assunzione di 9 medici, 3 specialisti e 6 specializzandi. Ebbene: nessuno degli specialisti reclutati è stato destinato al "Giovanni Paolo II". Tutti infatti hanno implementato l'unità operativa di Urologia del "San Giovanni di Dio" di Agrigento. Passata così da 4 a 7 medici.
E a Sciacca? A Sciacca l'unico medico in servizio era e continua ad essere il dottor Michele Barbera. Che malgrado una situazione a dir poco surreale, avvicinandosi peraltro al completamento della carriera ospedaliera, è riuscito a mandare avanti da solo un reparto, gestendo degenti e lista d'attesa, garantendo gli interventi chirurgici, questi ultimi possibili con la disposizione di servizio che, un giorno alla settimana, fa arrivare un secondo urologo da Agrigento. Una situazione che rileva dal punto di vista della dedizione di chi, e Barbera non è il solo, rinuncia alle ferie ed evita, quando non è in servizio, di allontanarsi fisicamente troppo dall'ospedale, essendo l'unico punto di riferimento.
È, quella dell'Urologia, la più grave criticità, che si è potuta gestire grazie all'abnegazione dell'urologo saccense. A volere testimoniare la professionalità dei pochi operatori sanitari nel reparto di Urologia è al nostro Telegiornale Nico Miraglia, che rivela di essere stato sottoposto ad un intervento chirurgico d'urgenza e che pur stigmatizzando le gravi carenze di organico in reparto, fa notare come sia stato assistito a dovere.
Un tema, quello della Sanità, a cui Miraglia è molto legato sia per la sua esperienza professionale che per la memoria storica legata a suo padre che fu presidente dell'ospedale di Sciacca.