arrivano le proposte elaborate dalla Democrazia Cristiana a seguito di appositi incontri avuti con tecnici e imprenditori del territorio. Una iniziativa avviata due anni fa, ricorda il segretario Marcello D’Anna, che si è concretizzata con l’utilizzo di parte dell’avanzo di bilancio 2023-2024 per il compenso da destinare al professionista esterno chiamato a redigere il Piano ed il conseguente avvio dell’iter di revisione dello strumento urbanistico.
La Democrazia Cristiana propone di riconsiderare le zone ad oggi classificate turistiche e che nel tempo, invece, non sono risultate attrattive per questi investimenti prevedendo altri siti che, sebbene classificati agricoli, hanno palesato una vocazione turistica maggiore.
Segnatamente, la Dc di Ribera considera prioritario indicare una zona turistica alberghiera in un tratto di territorio ricadente nella zona costiera di Piana Grande ed in quella di Borgo Bonsignore, la cui diversa classificazione ha indotto in passato alcuni imprenditori a desistere dal loro intento di realizzare strutture recettive nel territorio.
Reputa inoltre necessario modificare il regolamento edilizio in quegli aspetti che, a detta di tecnici ed imprenditori, costituiscono un ostacolo all’attività edilizia-imprenditoriale. Nello specifico viene chiesto di riconsiderare la distanza minima di un manufatto dal confine agricolo, oggi fissata in 15 metri, unicum tra i comuni della provincia di Agrigento dove sono prescritte misure più contenute, nonchè rivedere la misura della superficie minima per realizzare un piano di lottizzazione, oggi fissata in 50.000 mq, un’estensione che male si concilia con l’estrema parcellizzazione del territorio riberese. Il nuovo piano urbanistico della città di Ribera, secondo la Dc, dovrebbe , infine, armonizzare le legittime esigenze imprenditoriali di sviluppo del territorio con la necessità di contenimento del consumo di suolo e della riduzione della dispersione insediativa, dando priorità alla rivitalizzazione del centro storico, oggi in corso di spopolamento e di abbandono, magari prevedendo degli incentivi, soprattutto di natura fiscale, per invogliare la ristrutturazione, o in alternativa la demolizione e la ricostruzione degli immobili. Sollecitata anche la necessità di contemplare un’area da destinare alle attività produttive cosiddette di servizio, che non sia troppo distante dal centro abitato .
Democrazia Cristiana che ritiene, infine, necessario anche il varo del nuovo Piano per l’Utilizzo del Demanio Marittimo, nonché la previsione di un’ulteriore area cimiteriale posto che quella esistente, a causa dei diversi vincoli è destinata a rimanere circoscritta, e non può espandersi ulteriormente.