Nuova amministrazione e apertura di credito nell'auspicio che venga avviata una programmazione che consenta di risolvere le situazioni ormai critiche da anni, anche se da subito vengono sollecitati interventi che consentano di tamponare alcune emergenze e migliorare la vivibilità nella zona. La viabilità è la nota dolente per residenti, per bagnanti saccensi per i turisti che frequentano quel litorale, ma per questa estate in particolare, visti i tanti casi, il pericolo è legato alle tante aree ancora invase dalle sterpaglie. A metà luglio, in piena estate, dunque, il Comune di Sciacca non ha provveduto alla scerbatura delle cd. “aree di Protezione Civile”, che da anni affitta dai privati per metterle a disposizione dei bagnanti come parcheggi . Il presidente del comitato di zona Mario Turturici segnala in particolare, un ampio terreno incolto utilizzato fino allo scorso anno dal Comune come area di Protezione Civile, situato tra la via Penelope e la via dei Siculi, oggi in totale stato di abbandono e ricoperto da erbacce , canne ed alberi, che costituiscono l'habitat ideale per topi, zanzare, zecche e insetti vari, con grave rischio per la salute pubblica. Ma il pericolo principale è quello di un incendio che dal terreno incolto potrebbe velocemente estendersi all'attigua area privata, non scerbata ma già utilizzata dai bagnanti come parcheggio, dove giornalmente sostano decine di autovetture ed anche nelle abitazioni limitrofe, con gravissimi rischi per le persone e per le cose. Insomma anche in questo caso viene disattesa l'ordinanza sulla sicurezza che impone la pulizia delle aree incolte dal 16 maggio al 15 ottobre di ogni anno”. La situazione di pericolo è ulteriormente aggravata dalla perdurante chiusura al transito veicolare della via dei Sicani, a causa di una frana verificatasi nel marzo 2013, motivo per cui le vie “Penelope” e “dei Siculi”, a senso unico di marcia, costituiscono, per la quinta estate consecutiva, l'unica via di uscita dalla spiaggia per i numerosissimi bagnanti ed i frequentatori di ben tre stabilimenti balneari, lungo le quali rimangono spesso nervosamente bloccati a causa delle tante auto e motorini lasciati disordinatamente in divieto di sosta, specialmente il sabato notte e la domenica pomeriggio. Insomma la località San Marco è da anni diventata invivibile soprattutto nei nei fine settimana e il comitato di zona ha chiesto all'amministrazione guidata da Francesca Valenti di garantire, nelle giornate di punta, un servizio di vigilanza e controllo permanente sulla regolarità del traffico. E c'è un altra questione che, a causa dei violenti nubifragi dello scorso inverno, è urgente attenzionare. Non esistono accessi alla spiaggia libera che possano essere definiti decenti o accettabili. Sono ovviamente off limits per anziani e disabili. E qui siamo veramente all'assurdo. Per accedere alla spiaggia più gettonata del litorale occorre rischiare rovinose cadute oppure far ricorso alle passerelle degli stabilimenti balneari. In questo caso parliamo di interventi che non richiedono corposi finanziamenti, indispensabili invece per sistemare la viabilità e fronteggiare l'emergenza connessa ai gravi dissesti idrogeologici verificatisi nella località San Marco o per la realizzazione di quei parcheggi divenuti indispensabili. Alla nuova amministrazione il comitato di quartiere ha manifestato disponibilità e collaborazione nel percorso di pianificazione, conservazione e tutela urbana e naturalistica della località che, si spera, venga finalmente intrapreso.