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03
Dicembre

Cattolica Eraclea. Omicidio Miceli: chiesto l'ergastolo per Gaetano Sciortino

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Pubblicato in Cronaca

Il sostituto Procuratore della Repubblica di Agrigento, Gloria Andreoli,

ha avanzato la richiesta di condanna all’ergastolo nei confronti di Gaetano Sciortino, l'operaio di Cattolica Eraclea accusato di aver ucciso il marmista Giuseppe Miceli il 6 dicembre del 2015 all’interno del suo laboratorio in via Crispi. L’accusa chiede, dunque, il carcere a vita per l’unico imputato a margine di un complesso dibattimento caratterizzato anche da diversi colpi di scena e indagini suppletive. Per l’accusa, ad “incastrare” Sciortino, arrestato quasi due anni dopo il delitto del 2015, ci sarebbero alcuni elementi: il ritrovamento nel luogo dell'omicidio di un'impronta di scarpa compatibile con quella recuperata in una scarpata che l'imputato, secondo quanto emerge dalle indagini e dalle intercettazioni, avrebbe cercato di fare sparire, il presunto pedinamento del giorno precedente e la distruzione di alcune punte da trapano da parte dei figli dell’imputato (intercettati) che appartenevano alla vittima. Sfugge l'esatto movente che, comunque, secondo il pm, è da ricondurre ad una rapina. "La vittima - ha aggiunto il magistrato - era solita tenere alcune decine di euro in tasca e non aveva nulla quando è stato trovato il cadavere. I cassetti, inoltre, dopo l'omicidio, sono stati aperti e l'assassino ha rovistato all'interno. Il marmista, 67 anni, sarebbe stato massacrato con un'acquasantiera di marmo e colpito al volto con un'autoclave. Nel corso del dibattimento, a Sciortino sono stati concessi dapprima gli arresti domiciliari e lo scorso aprile l’obbligo di dimora a cui è tuttora sottoposto. Si torna in aula, davanti la Corte di Assise di Agrigento, il 17 dicembre quando inizieranno le arringhe difensiv


Letto 630 volte Ultima modifica il Venerdì, 03 Dicembre 2021 13:46

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