dal dirigente della cooperativa "Madonna del Soccorso" di Sciacca Calogero Bono. Il quale riferisce come, nel breve volgere di pochi mesi (dal periodo immediatamente successivo all'ultimo fermo biologico) la presenza di gambero al largo di Sciacca sia precipitata di almeno il 70%. Non va certamente meglio col pesce azzurro.
La proclamazione dello stato di crisi da parte della marineria saccense, a cui si è affiancata la richiesta del comune di Sciacca della dichiarazione dello stato di calamità naturale, è un campanello d'allarme che preoccupa gli operatori di un settore che contribuisce al prodotto interno lordo per almeno 20 milioni di euro. Le politiche europee, con l'interdizione di diversi tratti di mare, causa la concentrazione dei natanti tutti nello stesso specchio di mare. Interdizioni decise dall'Unione europea a cui si associano i cosiddetti 'piani di gestione', quelli che il neo dirigente generale della Pesca Giovanni Cucchiara si è impegnato a rivedere.
Nel frattempo il dirigente della cooperativa Madonna del Soccorso conferma che il ministero delle Politiche agricole, destinatario dell'appello di due settimane fa, ha preso in carico la crisi della pesca proclamata dai pescatori saccensi.
E i pescatori saccensi dicono: "Ci sono società che lanciano bombe d'aria alla ricerca di nuove fonti energetiche, anche questo potrebbe avere contribuito alla riduzione di specie ittiche"-