dal territorio nazionale notificati nei giornis corsi dai carabinieri di Ribera. Si tratta di immigrati, di nazionalità tunisina, dei quali è stato acclarato il loro status di irregolari. Otto di loro sono già stati rimpatriati con mezzi navali partiti dal porto di Trapani, su altri tre sono in corso ulteriori accertamenti.
È, questa, solo una delle risposte arrivate a seguito della riunione del Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica, presieduta dal prefetto Salvatore Caccamo, e che si è tenuta nel municipio poco dopo l'omicidio del trentenne tunisino Aymen Mahjoub, freddato a colpi di arma da fuoco esplosi da un'auto in transito tra corso Umberto e via Buoni Amici. Vicenda questa per la quale il cinquantunenne riberese Ciro Ruvolo si trova tuttora rinchiuso in carcere. Il quale ha respinto ogni accusa, negando di avere sparato. Un fatto di sangue che aveva indotto il primo cittadino Matteo Ruvolo ad invocare un'attenzione superiore a livello di controllo del territorio. Ne è scaturita la convocazione del comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica. Nell'area del riberese si è insediata nel corso del tempo una folta comunità di nordafricani, la maggior parte dei quali impegnati nei lavori in campagna, soprattutto nel periodo della raccolta delle arance.
Ma il Riberese è anche zona dove lo spaccio di stupefacenti ha assunto dimensioni drammatiche, culminate anche con diversi episodi di giovani morti per overdose. Il Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica si era anche concluso con la determinazione di intensificare i controlli antidroga, che vengono effettuati a ripetizione nell'ultimo periodo anche con l'ausilio di unità cinofile, anche all'uscita degli studenti dalle scuole. In ogni caso il sindaco Ruvolo commenta favorevolmente anche la presenza diuturna di pattuglie delle diverse forze dell'ordine (Carabinieri ma anche Polizia di Stato e Guardia di finanza) a presidio delle zone considerate più a rischio, già interessate in passato da controlli mirati. Verifiche effettuate anche nei confronti di locali pubblici, e in tale direzione si apprende che sono stati chiusi almeno due bar del centro. "Considero la risposta delle forze dell'ordine significativa rispetto ad una situazione che preoccupa da tempo la comunità di Ribera", dice al nostro Telegiornale il primo cittadino. Il quale annuncia poi che i controlli da cui siamo reduci proseguiranno periodicamente, anche perché è necessario dare tranquillità alla popolazione e garantire la sana convivenza a quanti vengono da lontano a lavorare con impegno sul nostro territorio”.