E’ la sintesi dei commenti di tanti saccensi che alla nostra redazione continuano a lamentare disservizi idrici in città.
Ad oltre un mese dall’insediamento di Aica e con esso della nuova gestione pubblica del servizio idrico per la provincia di Agrigento, non sembra normalizzarsi l’erogazione idrica. E così dopo un agosto in cui centinaia di utenze a Sciacca hanno dovuto fare ricorso alle autobotti private per avere acqua nelle loro abitazioni, il mese di settembre ha i migliori auspici.
Sono tante le segnalazioni che riceviamo quotidianamente, ieri dalla zona di Porta Palermo, oggi, come nei giorni scorsi, a lamentare turni saltati e troppo scarsi sono i residenti di contrada Isabella.
Zona in cui, ci informa un telespettatore, stamattina solo fortuitamente ha notato che era in corso l’erogazione idrica. Un turno a sorpresa insomma, che era previsto per domenica mattina e che è stato dunque anticipato, con il rischio che quanti non sono attrezzati di motorino autopescante, sarebbero rimasti evidentemente ignari dell’erogazione, a secco.
A preoccupare gli stessi operai che gestiscono il servizio è, non solo la difficoltà gestionale in questa fase di transizione, ma soprattutto il livello dei pozzi di Sciacca. Pare infatti che quelli del Carboj siano quasi a secco e quelli di Grattavoli stiano giusto un tantino meglio, ma appena sopra la soglia minima.
Sembra che sia molto più grave, invece, la situazione della diga Castello da cui prelevano Sicilia Acque e il Consorzio che serve i terreni agricoli: attualmente nell’invaso ci sono meno di 5 milioni di metri cubi di acqua, da cui bisogna sottrarre circa 2-3 milioni di melma e detriti vari.
Conseguentemente, se non arrivano le piogge con la dovuta regolarità la diga sarà costretta a chiudere i rubinetti.
Una situazione dunque preoccupante e paradossale, aggravata dalla siccità, se si pensa che il comune di Sciacca, dove insistono i pozzi che servono anche gli altri comuni, rischia di essere alle porte dell’ennesima grave crisi idrica.
Segnalazioni alla nostra redazione arrivano anche per ciò che concerne la mancata pulizia ancora in molte strade della Perriera dalle erbacce. E’ il caso di via Nenni e delle strade parallele, dove i marciapiedi sono circondati da erbacce secche, che dovevano essere rimosse in primavera, poi in estate, l’ultima speranza per i residenti e’ che con l’apertura della scuola si decida di fare pulizia e restituire decoro alla zona. Quello di via Nenni è solo un esempio, ma sono in queste condizioni diverse vie della Perriera, anche molto centrali dove non si è ancora intervenuto né con la rimozione delle erbacce né con la potatura delle piante, con la conseguenza che ci sono tratti di marciapiedi impercorribili.